“Heroes” di Nagi Yoshida (#5)

A 23 anni Nagi Yoshida decide di partire per l’Africa. Questa terra l’attrae sin da bambina e così nel 2009 inizia un’avventura che la porterà a catturare dei momenti mozzafiato, a testimonianza delle vite di quei popoli nascosti agli occhi del mondo che da sempre ha amato.
Ma chi è questa ragazza che con tanto coraggio ha deciso di affrontare questa difficile esperienza? Di lei non si parla ancora molto all’estero ma in una intervista rilasciata lo scorso anno alla rivista “The Huffington Post” in Giappone, Nagi si racconta così.
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Ha soli 5 anni quando rimane affascinata per la prima volta da un documentario sulla tribù dei Masai, tanto da pensare che da grande diventerà una guerriera africana. Lo shock arriva però qualche anno dopo, quando i genitori le spiegheranno  che la sua pelle non sarà mai nera. Lì per lì fatica a capire ma la vita va avanti e bisogna lottare anche in Giappone quando la famiglia decide di lasciare Tokyo e trasferirsi nella vicina Chiba. Nagi è una bambina molto chiusa, poco portata allo studio e alla comunicazione. Frequentare la scuola è per lei un grande sforzo e come se non bastasse, si ritrova spesso anche vittima del bullismo. Si aggiunge il divorzio dei genitori e al secondo anno della scuola media l’unica soluzione possibile sembra quella di rinchiudersi in casa. Il padre le compra allora un computer e la collega in rete dove Nagi inizia a scrivere ad alcune case editrici. Qualcuno risponde, le crea un pagina web con tanto di profilo e foto che in breve raggiunge il vertice nelle classifiche di “Idol ranking”. Al padre dopo tutto questo mondo piace, e pensando anche alla scarsa attitudine della figlia allo studio la spinge a seguire questa strada. Se la famiglia fosse stata ancora unita, certo, la severità della madre non le avrebbe permesso di tralasciare gli studi, ma la vita sembra tenere in serbo altre sorprese. Dopo il divorzio dei genitori il suo desiderio d’indipendenza dalla famiglia è molto forte, così inizia fin da subito a risparmiare sperando di potersi presto mantenere. Non sa cucinare, ne prendersi cura della casa ma a 21 anni decide di vivere da sola ed è qui che la sua esistenza, all’improvviso, cambia. Nagi è sempre stata una ragazza cupa, più volte ha pensato anche al suicidio, addirittura il padre l’ha fermata una volta in cui tenta di buttarsi dal balcone. Adesso però la vita le appare con un nuovo fascino. Capisce che il lavoro per Gravia Idol non fa per lei e così inizia a fare delle illustrazioni e a scattare delle foto. Questa volta è la madre a farsi avanti proponendole un viaggio insieme nelle Filippine, dove accompagnerà come volontaria dei bambini in un viaggio di studio. È durante questa prima esperienza all’estero che scatta delle foto e le pubblica nel blog. Per la prima volta riceve dei complimenti e questo le fa intravedere una nuova strada.  Decide così di compiere il secondo passo: un viaggio nel Sud Est Asiatico per scattare altre foto. Ma questi luoghi non riescono a darle le emozioni attese e a smuovere il suo animo nel profondo. Così Nagi decide che partire per l’Africa sia l’unica soluzione possibile ed inizia a mettere da parte dei soldi per realizzare il suo sogno.
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Fin da piccola avrebbe voluto esprimere le sue emozioni ad alta voce come fanno le sue coetanee ma non ci riesce. All’inizio in Etiopia e in Egitto deve fare i conti con una serie di difficoltà, non parla bene nemmeno l’inglese ma qui è fatale l’incontro con una guida che con inaspettata gentilezza la accompagnerà a scoprire le popolazioni di questo continente.  Addentrandosi nel suo viaggio incontrerà delle persone estremamente aperte e disponibili. In Africa comprende che il confine tra “mio” e “tuo” non esiste ma che tutti si adoperano per aiutare l’altro. Quando la vedono chiusa nel suo silenzio le chiedono perché se ne stia li senza reagire. Non è forse meglio vivere la vita con entusiasmo e felicità? Sono parole semplici, quasi banali, ma giorno dopo giorno, le persone che incrocia nel suo cammino riescono a trasmetterle forza, e quella gioia nella vita che sembra sgorgare a poco a poco dalle sue immagini.
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In queste foto che ritraggono la tribù dei Suri nel Sud dell’Etiopia, vittima soprattutto in anni recenti di incredibili massacri che la maggior parte della stampa e dei media sembrano ignorare, i suoi  “modelli” sono adornati da corone di fiori, erbe, piante di ogni tipo e dalla sapiente arte di dipingere il corpo, a cui si aggiunge lo spirito di Nagi. Ne emergono degli scatti unici ed il Giappone intero si accorge di questa figlia coraggiosa che ha negli occhi il colore dell’Africa. L’esposizione intitolata “Heroes” sembra uscire dai neons di Shinjuku e dalle pagine di Vogue in un reportage che parla di questo popolo attraverso un linguaggio contemporaneo; non ci sono sguardi tristi ma sorrisi, comunicazione e occhi che scrutano dritti oltre l’obiettivo. Installata all’interno del grande magazzino Seibu a Shibuya, ha ingresso gratuito e foto libere perché tutti possano vedere come gli eroi del nostro tempo siano ovunque, molto spesso celati agli occhi della massa ma sempre pronti a combattere le proprie battaglie, forse anche tra quelli che nascondono tra le dita colorate un timido sorriso.
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Tutte le foto di questo post sono state scattate presso l’esposizione “Heroes” nel grande magazzino Seibu di Shibuya. Altre immagini e testimonianze dei viaggi di Nagi Yoshida sono disponibili nei siti ufficiali http://nagi-yoshida.com e https://www.facebook.com/nagi.yoshida

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