Metro Manners, quando l’arte diventa scuola di vita.

Ogni anno la metropolitana di Tokyo pubblica una serie di manifesti che ricordano ai clienti di utilizzare il servizio con rispetto. Questi “Metro Manners“, fanno parte di un progetto iniziato nel lontano 1974 che ha assunto negli anni crescente popolarità, sottolineando la necessità di fare attenzione ad alcune regole elementari del vivere in comune. Ogni progetto  viene accompagnato da un unico tema che promuove un poster al mese con diversi soggetti, liberamente affissi nelle stazioni e nei treni della metropoli.

Il tema scelto per l’anno fiscale 2016 è stato il “kanji“.

I kanji sono gli ideogrammi di derivazione cinese, adottati anche dalla lingua giapponese dopo averne modificato la pronuncia, l’utilizzo e l’aggiunta di due alfabeti “hiragana” e “katakana”, composti da 48 caratteri che corrispondono a delle sillabe pure più alcune eccezioni, per un totale di 106 sillabe ciascuno. Per dirla semplicemente, un abbinamento di kanji + hiragana completa una frase con le sue particelle, i suffissi, le flessioni dei verbi, degli aggettivi ed altri usi; il katakana viene invece utilizzato per la trascrizione di parole straniere partendo dalla loro pronuncia. Ogni ideogramma simbolizza un significato e dunque la maggior parte dei sostantivi, la radice dei verbi e degli aggettivi sono rappresentati da Kanji,  per un totale  di circa 50,000 caratteri di cui 2,500 sono quelli adottati nella lingua quotidiana.  Un sistema di scrittura affascinate quanto mai complesso, il cui apprendimento comporta molte ore di applicazione, e dove l’uso del computer in anni recenti non ne facilita certo la memorizzazione.

posters di quest’anno sono stati disegnati da Yu Nagaba, classe ’76, un illustratore  considerato tra i migliori 100 designers del Giappone che ha al suo attivo collaborazioni prestigiose con varie riviste, campagne pubblicitarie, libri e aziende della moda. Ognuno dei suoi manifesti  parte da un ideogramma, accompagnato da un’illustrazione grafica ed un breve testo esplicativo con una traduzione in inglese. Nei disegni compare sempre il simpatico “Chikao-kun” o “Underground boy” da chika che significa underground e kun, un suffisso onorifico abbinato ai nomi maschili.

Nel primo poster, Chikao-kun si faceva da parte lasciando libero il passaggio ad un altro viaggiatore accompagnato dallo slogan: 「あなたのマナ―、いいカンジ?」che leggiamo “anata no mana, ii kanji” ovvero “le tue maniere sono, buone?”. Una frase che combina hiragana e katakana, dove la parola “kanji” è scritta in katakana [カンジ」basandosi sulla sua lettura e gioca sul duplice significato di 漢字=ideogramma ma anche 感じ=sensazione, feeling, abbinata all’aggettivo いい=buono (ii). In centro pagina si trova tuttavia l’ideogramma di porta 「扉] utilizzato proprio come porta d’ingresso della metropolitana, seguito dalla sua lettura in hiragana「とびら」ovvero “tobira” (door), ed un breve suggerimento comportamentale. I posters dei mesi successivi partendo dallo stesso slogan, si sono concentrati su altri kanji in un mix di hiragana, katakana ed inglese, con grafiche sempre originali e consigli facilmente comprensibili anche senza lunghe spiegazioni.

door

Al di là del tema selezionato quest’anno e della questione linguistica, bisogna dire che in Giappone considerare come le proprie azioni possano influenzare o disturbare l’altro, è una regola generale di cui essere fieri. Sedersi per terra o in modo scomposto, mettere i bagagli sul pavimento o tali da disturbare altri passeggeri, mangiare o fumare per strada, parlare al telefono, discutere ad alta voce o ascoltare musica a livello troppo elevato sono considerati gesti sconvenienti. I treni giapponesi sono noti in tutto il mondo per la loro puntualità, la pulizia e la cooperazione tra i passeggeri che attendono pazienti anche quando spinti a forza, consapevoli che si tratta di una condizione inevitabile dato il numero di persone che necessitano di questo servizio.

Abbiamo già affrontato l’argomento della comunicazione anche parlando del manga che in Giappone ha davvero una lunga tradizione, riscontrando come il valore dell’immagine diventi ancora più significativo quando esprime concetti accessibili ad un pubblico vasto superando le barriere di età, estrazione sociale, sesso e linguaggio. D’altra parte quando l’arte viene messa a servizio delle persone come in questo caso andando oltre la sua funzione ludica e di pura informazione, è li forse che amplifica maggiormente il suo valore. Come dire “prevenire è meglio che curare“, e come se non bastasse attraverso l’arte che diventa così una scuola di vita!

 

9 Comments Add yours

  1. Dora Buonfino ha detto:

    Un po’ di regole che sarebbe buona cosa importare…

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    1. tokyomelange ha detto:

      A volte magari basterebbe anche comunicare meglio per farle ricordare; lo vedo qui tutti i giorni e dopo tutto credo sia un buon metodo. Grazie Dora e buona domenica! 🤗

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      1. Dora Buonfino ha detto:

        La gente cerca sempre un’utilità personale, in ogni cosa. Bisognerebbe far capire che sarebbe a vantaggio di tutti.
        Una buona domenica anche a te 🙂

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      2. tokyomelange ha detto:

        Hai proprio ragione e’ da qui che dovrebbe partire tutto! Un abbraccio grande ❤️

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      3. Dora Buonfino ha detto:

        Ricambio 🙂

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  2. marinaraccanelli ha detto:

    Anche qui a Venezia, invasa oggi da visitatori di tutto il mondo, si può notare l’educazione dei turisti giapponesi: nei motoscafi non siedono mai sui posti dedicati agli anziani e ai portatoti di handicap, cedono il posto spontaneamente se vedono qualcuno meno giovane; sembrano piccole cose, ma non lo sono, in una società dove purtroppo si diffonde sempre più la maleducazione.
    Buona domenica, ciao
    Marina

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    1. tokyomelange ha detto:

      Guarda Marina, nessuno e’ perfetto e anche questa cultura e’ intrisa di problemi e contraddizioni. Tuttavia questa loro attenzione verso l’altro e’ davvero molto forte e, come dici tu, si rivela in piccoli gesti importanti nella vita di tutti I giorni. Certo, non si puo’ pretendere che tutti seguano queste regole ma forse basterebbe solo ricordarle di tanto in tanto. Qui si fa un uso smodato dell’immagine e dell’illustrazione, a volte fin troppo, tuttavia l’argomento merita una riflessione. Grazie per seguirmi sempre con affetto e per arricchirmi con I tuoi splendidi versi. Una felice settimana! 🙂

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      1. marinaraccanelli ha detto:

        Grazie a te, i tuoi articoli mi arricchiscono e interessano sempre

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      2. tokyomelange ha detto:

        Sapere che persone del tuo livello mi seguono e’ per me uno stimolo a migliorare. Grazie!

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