Marketing che passione!

Sappiamo bene come le aziende  giapponesi puntano tutto sul prodotto e sul cliente: il primo deve essere migliore di quello della concorrenza, il secondo deve essere assistito in tutte le fasi di vita del prodotto. La tecnica del “mordi e fuggi” qui non paga ma conta la ricerca costante e  servire il consumatore partendo dal concetto che il marketing non crea bisogni ma tende prima ad individuarli. È un pensiero talmente radicato che persino un guru della gestione aziendale come Peter Drucker, è arrivato ad affermare che questo ramo dell’economia abbia avuto origine proprio a Tokyo intorno al 1650, quando un capostipite della famiglia Mitsui aprì una sorta di grande magazzino in cui introdusse molti degli elementi che stanno alla base del marketing moderno. Qui iniziò a proporre un vasto assortimento di merci e a sostenere che i prodotti andavano sviluppati in base alle esigenze dell’acquirente, introducendo il sistema del “soddisfatti o rimborsati“. Certo un precursore dei tempi se pensiamo che in Occidente questi concetti arrivarono solo verso la fine dell’Ottocento con Cyrus McCormick, il primo imprenditore a concepire i principi del marketing e strumenti come la ricerca e l’analisi di mercato, il posizionamento, l’assistenza alla clientela e così via.

Delle imprese del Sol Levante, molto spesso osserviamo solo il folklore senza pensare come all’ombra di molti luoghi comuni si nasconde invece uno spirito estremamente ricettivo, una sensibilità verso l’altro che caratterizza molti aspetti di questa cultura e che difficilmente si possono cogliere fermandosi in superficie. Anche elementi apparentemente secondari come incartare ogni singolo prodotto, confezionare la scatola con gesti studiati e rigorosi rivestono un compito estremamente importante che rafforza il concetto di bellezza, di qualità e di attenzione nei confronti del cliente. Una grande considerazione alla forma oltre che alla sostanza dove nulla è mai lasciato al caso, con un servizio impeccabile che a volte può diventare addirittura eccessivo incidendo naturalmente sui costi. Non si può tuttavia restare indifferenti a questo amore sfrenato per il dettaglio in ogni aspetto del quotidiano, così come non riconoscere la segmentazione davvero impressionante di prodotti che ne deriva, pensati meticolosamente per ogni età, sesso, gusto, formato, dimensione, stagione ed occasione. Nell’esempio più banale anche l’enorme varietà di bevande all’interno dei distributori automatici. Svariati tipi di tè, caffè, bibite ipocaloriche, dietetiche, energizzanti, acque e zuppe dai packaging sempre invitanti e rinnovati  a seconda delle stagioni. Roccaforti del ristoro metropolitano eternamente funzionanti e sempre pronte a soddisfare ogni piccola esigenza.

Si, perché in un mercato sempre più maturo la differenza si rivela oggi proprio nel dettaglio; il bene più prezioso deriva certo dalla creatività, dalle idee ma anche dalla cura e l’attenzione rivolta da chi lo realizza alle necessità di ogni giorno in qualsiasi campo. Creare un sistema  che porti profitto all’azienda ma che in ultima analisi individui e risolva i problemi del cliente, coinvolgendo ogni singolo impiegato in un processo di sviluppo orizzontale del prodotto e del servizio creando innovazione; questo sta alla base del fare marketing in Giappone. Così se Freud affermava che “il Lavoro e l’Amore sono i cardini della nostra Umanità“, capiamo come l’accortezza al quotidiano da parte di chi offre prodotti e servizi possa rendere un beneficio più esteso anche a livello della società.

Passeggiando per le strade di Tokyo e guardando un semplice distributore automatico o una qualsiasi confezione di dolciumi o altro, viene allora da pensare anche ad una frase di Carlo Levi “il futuro ha un cuore antico“; ci si chiede quanto sia sottile la differenza tra marketing e filosofia di pensiero che da secoli caratterizza questa cultura e che oggi, proprio nell’era digitale, rappresenta invece una scoperta e un vantaggio competitivo per le aziende di ogni settore a livello globale.

One Comment Add yours

  1. Michela ha detto:

    Mi è piaciuto pensare all”acutezza del packaging!!!! La settimana scorsa vado in un negozio ad Aosta e compero un oggetto specificando che era per un compleanno. La commessa molto gentile mi ha chiesto: “ll pacchetto lo fa lei?!?!”. Le ho risposto che avevo cambiato idea e le ho lasciato il “pacchetto regalo”.

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