ZAKKA | Nel senso delle cose

Si tiene in questi giorni nello spazio espositivo 21_21 Design Sight progettato da Tadao Ando e situato nel complesso di Tokyo Midtown, una mostra intitolata ZAKKA “Goods=oggetti & Things=cose”. L’argomento peraltro molto attuale e di grande tendenza non solo qui in Giappone, esplora quella miscellanea di oggetti che circondano il nostro quotidiano offrendo un ampio sguardo al loro percorso nella storia, e richiamando l’attenzione sia all’elemento funzionale che al fascino del loro design.  Una miriade  di prodotti a cui tutti oggi possiamo accedere che offrono spesso un senso di benessere, apparente o reale, alla nostra esistenza. Non importa se siano articoli di design o fondi di magazzino ripescati da qualche mercatino locale, il fatto di possederli e di farli convivere nel nostro universo ci infonde talvolta un inspiegabile appagamento. 

Ma qual’è la differenza tra una cosa e un oggetto? Un “oggetto” implica un senso di maggiore distacco; lo desideriamo per usarlo, per gratificarci attraverso il suo acquisto, per donarlo a una persona cara o un amico. Una “cosa” è invece un oggetto sul quale riponiamo dei significati affettivi, intellettuali e che ci coinvolge emotivamente al di là del semplice utilizzo. Vi sarà certo capitato di svuotare il solaio o la cantina e di soffermarvi su quel mucchio di cianfrusaglie accatastate; da una parte gli oggetti che avete deciso di buttare in quanto privi di significato, dall’altra un cumulo di cose da tenere a cui date un valore. Il tema delle “cose” e degli “oggetti” coinvolge dunque molti aspetti che vanno oltre la pura estetica: da quello economico, industriale, artigianale a quello religioso, artistico, scientifico, sociale e così via. Per ognuno di noi rappresentano qualcosa  di diverso legato alla nostra cultura, al nostro ambiente, al vissuto e ai ricordi che ci accompagnano.

Tra il materiale presentato all’interno dell’esposizione mi ha colpito in particolare il lavoro di WE MAKE CARPET; uno studio effettuato da un gruppo di artisti olandesi che ha visto la realizzazione di una splendida installazione intitolata “HOOK CARPET” attraverso l’utilizzo di ganci di plastica di varie dimensioni. Oggetti senza dubbio di poco valore, acquistati da questo gruppo di artisti nei tipici “100 yen stores” (negozi che offrono un vasto assortimenti di articoli ad un costo molto basso intorno ai 100 yen) e solitamente usati come appenderie di fortuna nei magazzini di casa o sugli scaffali; banali utiliies del nostro quotidiano. Nessuno è rimasto certo indifferente alla metamorfosi di questo comune oggetto  trasformato in un’incantevole opera d’arte; un mantra di colori e geometrie  capace di creare un effetto armonico perfettamente integrato nel rigore della struttura che lo ha visto protagonista.

Insomma per quanto sia irresistibile a volte la tentazione che abbiamo in quanto esseri umani  di “possedere” sempre e più del necessario, per rendere meno materiale la nostra esistenza, dovremmo forse riuscire a trasformare gli oggetti che ci circondano in cose o, per lo meno, cercare di interpretarli  evitando così di diventare degli incurabili ZAKKAHOLICS.

 

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Numero29 ha detto:

    Things that have meaning in everday life!
    Each of these with its own background talks more eloquently then their form.

    Mi piace

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