Foschie di primavera

Ogni stagione è fonte di ispirazione ma la primavera è forse quella più connessa alla creatività, all’arte e alla poesia in quanto momento del risveglio, dove tutto rinasce dopo il torpore invernale. 

In Giappone l’ideogramma con cui viene descritta è composto da due elementi: 「𡗗」una forma stilizzata dell’ideogramma antico 「」che significa “erba”, a cui viene aggiunto 「」ovvero “sole”. In sostanza dipinge il momento in cui la natura rinasce sotto i raggi del sole, con la sua esplosione di colori e suoni, profumi e sapori. Molto simile al significato che anche noi diamo a questa parola composta dai termini “prima” che deriva dal latino primus e “vera” che sembra derivi dal sanscrito “vas” con significato di ardere, splendere”.

Da un punto di vista climatico è questa la stagione più mite e priva di eccessi, in cui la terra trova un punto d’incontro tra il caldo e il freddo, l’umido e il secco, favorendo proprio per questo un nuovo inizio. 


Primavera, in giapponese “haru”, è un termine composto da due elementi: 「𡗗」una forma stilizzata dell’ideogramma antico 「艸」 che significa “erba”, a cui viene aggiunto 「日」ovvero “sole” e significa rinascita.

È questo senza dubbio uno dei periodi più belli ed amati anche in Giappone quando la natura riemerge in tutto il suo fulgore, il cielo si tinge di azzurro contrastando i tenui colori dei ciliegi in fiore che sbocciano ad ogni angolo del Paese, dipingendolo come in una cartolina.

Ma quando arriva la primavera si forma nell’atmosfera anche una sorta di leggera nebbia che in alcuni momenti della giornata, specialmente al mattino presto o verso sera, offusca il paesaggio, gettando un alone di calma e di mistero. È un fenomeno ben noto ai giapponesi chiamato harugasumi 「春霞」, descritto anche in molte poesie, opere letterarie e dipinti a partire dal lontano periodo Heian (794-1185). Un termine gentile e pieno di grazia che potremmo tradurre con “foschia di primavera”, comunemente utilizzato per descrivere uno scenario tipicamente primaverile attraverso la combinazione di “haru” 「」, primavera, e “kasumi” 「」,  foschia.

Già primavera

Sui monti senza nome

Nebbia leggera

*

haru nare ya

na mo naki yama no

usu gasumi

*

春なれや

名もなき山の

薄霞

(Matsuo Basho)

Anche la bella stagione porta dunque le sue foschie, che come un velo di leggero pulviscolo posato su uno scaffale ammantano silenziose il panorama, donando un’immagine ancora più bella ed enigmatica della vita che in questo periodo dell’anno ci parla con la sua voce delicata di rinascita e di speranza.

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