L’arte silenziosa dell’urushi

C’è un segreto custodito da secoli nei laboratori giapponesi: una linfa raccolta goccia dopo goccia dall’albero Rhus verniciflua (detto anche albero della lacca). Trasparente e fragile all’inizio, questa sostanza si trasforma, grazie alla pazienza degli artigiani, nella lacca urushi lucida e resistente, capace di attraversare il tempo.

Ogni strato viene steso con gesti lenti e sicuri, poi lasciato riposare in condizioni controllate. Non c’è fretta: l’urushi richiede calma, attenzione, rispetto. È in questa lentezza che la materia si trasforma, rivelando la sua lucentezza profonda, simile al vetro ma calda come la mano che l’ha plasmata. Il legno, il metallo, la ceramica: qualunque sia il supporto, l’urushi lo nobilita, lo rende eterno. Ma la sua bellezza non è solo estetica: è il riflesso di una filosofia che unisce natura e maestria umana, di un’arte che non teme il tempo perché vive nella sua stessa essenza.

Così, ogni oggetto laccato diventa più di un semplice manufatto: è una storia di pazienza, tradizione e armonia. Una storia che continua a brillare, secoli dopo, agli occhi di chi sa riconoscere la poesia racchiusa nelle cose fatte con amore. Scoprire l’urushi significa entrare in un mondo dove ogni gesto è rituale, ogni dettaglio è cura, ogni superficie racconta il silenzio del tempo, un frammento di Giappone che aspetta solo di essere svelato.

“Osservo la lacca urushi.

Un dono della natura.

La stendo piano, uno strato alla volta.

Il tempo decide, non io.

Il legno respira, la superficie si illumina.

Lucente come vetro, forte come pietra.

Ogni oggetto laccato è più di un lavoro.

È pazienza.

È armonia.

È poesia che dura per sempre.”

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